MONOLOGHI – 30 monologhi per attori e attrici

 

 

MONOLOGHI
30 monologhi per attori e attrici
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Molti attori e attrici, spesso anche gli allievi che ancora frequentano le scuole di recitazione, mi chiedono quale monologo portare ad un provino o quale monologo poter studiare per tenersi in allenamento nei periodi in cui non lavorano. Dopo anni di insegnamento e reduce dalla pubblicazione dei miei due libri di atti unici, mi sono chiesto se un attore giovane ai primi provini di teatro o di cinema o, addirittura, un allievo attore, potesse portare ad un’audizione un monologo di Shakespeare, Goldoni, Feydeau oppure un monologo tratto da una tragedia greca… Ovviamente, la mia risposta è no! No, perché sarebbe molto difficile essere naturali, spontanei e quotidiani con un linguaggio così pesante e che richiede l’uso di una tecnica spesso ai giovani ancora sconosciuta o inculcata a forza dagli insegnanti e, quindi, non gestibile perché ancora non metabolizzata. Basta sentirsi dire che siamo teatrali o stucchevoli o leziosi ad un provino, anche basta! Essere naturali mentre si recita è molto, ma molto difficile e si deve studiare talmente tanto che alla fine si diventa naturali ma se si è aiutati da un linguaggio più quotidiano, alla portata di tutti, il linguaggio parlato nella vita reale, allora il processo può risultare un po’ più facile. Quando qualcuno di “quelli che decidono” si esprimono dicendo: “Guarda, ecco, devi recitare come se non facessi niente, naturale, spontaneo… ecco, fai te stesso!” E magari stai facendo il provino per un killer… Ecco quello è il momento in cui dobbiamo capire che chi è davanti a noi di recitazione non ne sa proprio niente o quasi, dato che la parola recitazione implica che si stia recitando qualcosa che non siamo noi e l’unica ancora di salvezza per non essere denunciati per aver picchiato l’eventuale interlocutore è quello di non arrivare a farselo dire presentandosi con testi che narrino la vita quotidiana e scritti con un linguaggio il più possibile vicino alla lingua parlata. Dopo tanti traumi subiti in prima persona, questo era il mio scopo: poter aiutare me stesso e i miei colleghi con del materiale adatto a sostenere eventuali provini ma anche utile per studiare e mantenersi reattivi in attesa del prossimo casting. Spero di esserci riuscito. Buono studio e… in bocca al lupo a tutti noi!

Fabrizio Romagnoli

 
 
 

TEATRO CONTEMPORANEO e TEATRO CONTEMPORANEO II di Fabrizio Romagnoli

Tre testi di teatro contemporaneo, intensi e asciutti, attraversati da pause, silenzi e cose non dette.