Monologo per attrici di teatro, cinema e televisione. (monologo n.3)

Terzo monologo per donna pubblicato nella sezione News/Blog

Il monologo “MONOLOGO 3” è tratto dal libro

MONOLOGHI
30 monologhi per attori e attrici
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Da qualche mese, dopo aver pubblicato gli altri due monologhi per donna, alcune attrici mi hanno chiesto di pubblicarne un altro, magari per fare provini (spesso richiedono una durata massima di 3/5 min.) o per studiare o come stimolo per riprendere a credere nella propria vocazione di attrice e … e perché, no? Eccone un altro! Buono studio!

 
 

Se realizzerete un video della vostra interpretazione e mi invierete il relativo link, lo inserirò volentieri in questa pagina. Perché, no? Può essere anche un modo per farsi vedere, non si sa mai!

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

Il monologo di Doni, tratto da Lei… Lui… Loro… e pubblicato nella prima raccolta di atti unici Teatro Contemporaneo(libro fuori edizione), è molto diverso dagli altri inseriti qualche mese fa, in modo da poter dare la possibilità di variare registro alle interpreti che sceglieranno di recitarlo.

 
 
 

 
 
 
 
 
 

N.B. Ho volutamente lasciato tutte le didascalie originali in modo da poter dare un aiuto/suggerimento nell’interpretazione anche alle attrici meno navigate. BUON LAVORO!!!

 
 

Monologo di Doni

(Tratto dall’atto unico “Lei… Lui… Loro…”)
 

Come ti invidio. (Si avvicina al letto) Io domani vado a lavorare e lui… dorme fino alle due. E alle due? (Imitando il suono della sveglia) Driiinnn! Driiinnn! Sveglia! Sveglia! È arrivato l’allarme personale! (Risata) In realtà sono sempre in allarme, è questa la verità. Sono l’allarme! (Ride e poi guarda verso il letto) Se non ci fossi io, tu… tu, sì, che non saresti un cazzo! (Pausa) Io che lavo, io che cucino, io che palle! (Pausa) Che farò quella notte che dirai: È arrivato il momento di partire. (Ride e poi torna seria) Non posso lasciarti morire… non posso. Che vita… tu la stai buttando via e io a ruota dietro di te. Ma sarò più malata io di te? ‘Fanculo, stasera mi sono divertita. Non ce la facevo più! Te lo meriti! Me lo merito! (Pausa) Te lo meriti proprio! Non l’avevo mai fatto e… la gente cambia! Aspetta, aspetta… come hai detto prima? (Pensando) Quello che è brutto diventa bello e… quello che è mai… diventa sempre? (Con enfasi) Beh… l’hai voluto tu! Il signore è servito! (Si dirige verso l’uscita poi ci ripensa) Sai che ti dico? Ma tanto dormi è come se parlassi al vento… ci sono abituata. (Pausa) Per un momento, stasera, ho creduto di averti visto alla finestra del ristorante! Ero talmente paranoica per quello che stavo facendo, non l’avevo mai fatto, che credo di averti visto. (Pausa) Ma dove lo trovi il coraggio per uscire? E per seguirmi poi? (Pausa) Avessi visto i suoi piedi sotto al tavolo! Maturo il dottore ma sa il fatto suo sul sesso! (Risata) Non ti ricordi neanche che esiste la parola sesso, figurati il resto? (Pausa) Come dorme l’angioletto… e io ti sveglio! (Si lancia sopra al letto) Svegliati stronzo, così capisci cosa significa essere stanchi di giorno. (Inizia a muovere tutta la roba che c’è sul letto) Svegliati! Svegliati! Sve… Ooh! Ma non c’è! Non c’è? (Continua a cercare in mezzo alle coperte) Non c’è! (Continua a cercare in mezzo alle coperte) Ma dove sei? Gio’? (Come non fosse più ubriaca inizia ad avere paura) Gio’? Gio’, dove sei? (Pausa) Oddio! Forse mi ha seguita? (Pausa) Non è possibile! (Pausa) In bagno! (Si alza ed esce di corsa) Gio’? Gio’, sei in bagno? (Entra) Non c’è! Ma come non c’è? Ma dov’è? (Agitata) Non può essere uscito. Non è possibile! (Pausa) E se fosse uscito? Forse… allora… era lui al ristorante! (Risata isterica) Sto impazzendo, ma come era lui? Lui non esce. È malato, non esce! (Pausa) Il dottore! Chiamo il dottore! (Cerca la borsa) La borsa, la borsa, dove ho messo la borsa? (La trova e cerca il cellulare) Il telefono! Ma dove cazzo è finito il telefono? (Trova il telefono e compone il numero) E rispondi puttaniere, vecchio medico del cazzo! Stronzo! Già dormi, dottore? Franco… scusa, sì sono io… (Pausa) Come chi? Quella che hai trombato in macchina, sotto casa, mezz’ora fa, stronzo, ascolta! Gio’, non c’è! Non è a casa! (Pausa) Lo so che è uscito! Ma è malato! (Pausa) Non posso aspettare che torni e se non torna? (Pausa) Certo che spero che torni! (Pausa) Ma rilassati un cazzo! Devo trovarlo! (Pausa) Ma come ti chiamo domani per sapere… Franco? Dottore? Dottore? (Guardando il telefono e urlando) Pezzo di merda, cazzo piccolo, minuscolo, ha chiuso… (Pausa) E adesso che faccio? (Pausa) Gio’! (Pausa) Chiamo i carabinieri! (Compone il numero) Dai, dai… rispondete. Non fate mai un cazzo, su, rispondete… pronto? Sì, vorrei denunciare la scomparsa di una persona! (Pausa) Sì, abita con me! (Pausa) So che è scomparso perché sono rientrata a casa e non l’ho trovato! (Pausa) Sono stata fuori… (Pausa) Circa tre ore più o meno. (Pausa) E certo che è uscito! (Pausa) Ma come aspetto che torni? (Pausa) Se per domani non è tornato vengo in centrale? Ma se gli succede qualcosa? (Pausa) Come speriamo di no! Ma è malato! (Pausa) È esaurito! (Pausa) Come anche voi? (Pausa) Ma voi non siete scomparsi! (Pausa) Forse neanche lui? Ma non è possibile, lui non esce mai! (Pausa) Era ora? (Pausa) Come, buonanotte? Pronto? Pronto? (Pausa) Ma vaffanculo! (Mette il telefono in borsa).

 
 
 

 
 
 
 
 

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