È TUTTA COLPA DEL DRUGSTORE! – Nuovo monologo comico per provini

Monologhi scaricabili in formato Pdf per provini per ATTRICI e ATTORI di teatro, cinema e televisione

Il monologo “E’ tutta colpa del drugstore!” è tratto dal libro

MONOLOGHI
30 monologhi per attori e attrici
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* Nuovo MONOLOGO per studiare e sostenere PROVINI per TEATRO, CINEMA e TELEVISIONE. Alcune ATTRICI e ATTORI si sono lamentati della scarsa produzione di MONOLOGHI COMICI chiedendomi di scriverne uno adatto alle tempistiche di un provino.

BUONO STUDIO e… IN BOCCA AL LUPO!!

 
 

* Se realizzerete un VIDEO della vostra INTERPRETAZIONE e mi invierete il relativo LINK, lo inserirò volentieri in questa pagina. Perché, no? Può essere anche un modo per farsi VEDERE, non si sa mai!

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

È TUTTA COLPA DEL DRUGSTORE!

(versione femminile)
 

(Entrando come se stesse parlando con qualcuno che è fuori scena) Sì, sì! Va bene così! Due minuti e arrivo. (Pausa) Non potrei vivere senza di lui, il mio pianista. Il mio amore è un musicista. Una persona stupenda. Con il suo amore e la sua arte mi segue ovunque e… (Respiro profondo) Mi sostiene con la sua energia, con la sua presenza, con il suo… talento. Ho passato periodi molto brutti prima di incontrare lui. Periodi dove i giorni e le notti avevano lo stesso colore… buio. Dove le uniche persone con cui parlavo facevano parte della mia immaginazione o erano dentro la televisione. (Pausa) Forse ero depressa? (Pausa) Comunque, lo incontrai per caso. Un giorno… (Con tono dubbioso) o una notte? Chissà! Con questi nuovi supermercati aperti H24, i drugstore, non ci si capisce più niente! (Pausa) Insomma, mi feci forza e uscii, avevo finito il dentifricio e chissà da quanto tempo, non avevo scelta. (Pausa) Scesi in strada e il negozio era lì di fronte. Dall’altra parte della strada. Impiegai un’ora per attraversare, ero stanchissima. Finalmente entrai nel drugstore e… lo vidi. (Pausa) Non lui, il dentifricio! Era lì. In compagnia di altri dentifrici amici suoi. Sembravano divertirsi, non avevo il coraggio di prenderlo. Allora lui… il pianista, non il dentifricio! Capì la mia sofferenza… anche lui aveva lo stesso problema. Rimanemmo lì ore a osservarli fino a quando insieme decidemmo di compiere quella crudeltà: ognuno di noi due ne prese uno. Accadde nello stesso momento e poi, con fulminea rapidità, andammo alla cassa e pagammo. Uscimmo senza girarci. Attraversammo subito la strada ed entrammo nel mio portone. (Respiro di sollievo) Ci sentimmo al sicuro. Lì, non si udivano più le urla degli altri dentifrici. (Pausa e poi sempre più felice) Iniziammo a parlare e fu così bello! Sembravamo due fiumi in piena. Ci confidammo tutta la nostra vita, ogni cosa. Eravamo stanchissimi, ma felici. Ci eravamo incontrati. (Pausa) Una cantante e un pianista si erano incontrati. Capimmo che da quel momento la nostra strada, la nostra vita, il nostro amore era in salita verso la luce, la gioia, la felicità. L’amore… (Una lunga pausa in cui si percepisce uno smarrimento) Comunque… dove ero arrivata? Ah, sì! Poi, dopo quel brutto momento, appunto, avevo scoperto la gioia di vivere, la luce. Ma, come sapete, la vita riserva sempre delle sorprese. (Pausa) Ma questo l’avevo già detto. No, non l’avevo detto. Appunto ero arrivata fino a qui. (Un respiro profondo) Iniziammo a litigare. No, non io e il pianista, ma io e il pianista con il mondo. (Pausa) La gente è pazza. Sembrano sani, ma sono pazzi. Il problema è che erano gelosi. Allora… Un tipo veniva tutte le mattine a curiosare dicendo di essere il postino. Poi, come se non bastasse, arrivavano ogni mese delle persone che con la scusa del gas o dell’acqua o del telefono volevano entrare in casa. Il più assurdo, ricordo, fu il tipo che pretendeva i soldi dell’affitto! Cioè, venne più volte a distanza di una settimana e poi, non soddisfatto, arrivò perfino in compagnia di altra gente e per di più, tutti vestiti da carabinieri! (Pausa) Io non sono scema! Non feci mai entrare nessuno in casa e iniziai a litigare con tutti! Litigai talmente tanto che si impaurirono di me e per farci calmare ci regalarono un appartamento dove poterci far stare insieme per tutta la vita. Le uniche cose che ho dovuto accettare sono le strane abitudini di questo quartiere. Ci si veste di bianco e, quando dicono loro, devi accettare le caramelle che ti portano. Per il resto ti passano pranzo e cene e ti rifanno anche la camera. (Pausa) Va bene, basta, ora basta! Va bene così! Arrivo! Eccomi, arrivo! (Esce di scena)

 
 

Monologo versione femminile scaricabile in Pdf
 
 

È tutta colpa del drugstore!

(versione maschile)
 

(Entrando come se stesse parlando con qualcuno che è fuori scena) Sì, sì! Va bene così! Due minuti e arrivo. (Pausa) Non potrei vivere senza di lei, la mia pianista. Il mio amore è una musicista. Una persona stupenda. Con il suo amore e la sua arte mi segue ovunque e… (Respiro profondo) Mi sostiene con la sua energia, con la sua presenza, con il suo… talento. Ho passato periodi molto brutti prima di incontrare lei. Periodi dove i giorni e le notti avevano lo stesso colore… buio. Dove le uniche persone con cui parlavo facevano parte della mia immaginazione o erano dentro la televisione. (Pausa) Forse ero depresso? (Pausa) Comunque, la incontrai per caso. Un giorno… (Con tono dubbioso) o una notte? Chissà! Con questi nuovi supermercati aperti H24, i drugstore, non ci si capisce più niente! (Pausa) Insomma, mi feci forza e uscii, avevo finito il dentifricio e chissà da quanto tempo, non avevo scelta. (Pausa) Scesi in strada e il negozio era lì di fronte. Dall’altra parte della strada. Impiegai un’ora per attraversare, ero stanchissimo. Finalmente entrai nel drugstore e… vidi. (Pausa) Non lei, il dentifricio! Era lì. In compagnia di altri dentifrici amici suoi. Sembravano divertirsi, non avevo il coraggio di prenderlo. Allora lei… la pianista, non il dentifricio! Capì la mia sofferenza… anche lei aveva lo stesso problema. Rimanemmo lì ore a osservarli fino a quando insieme decidemmo di compiere quella crudeltà: ognuno di noi due ne prese uno. Accadde nello stesso momento e poi, con fulminea rapidità, andammo alla cassa e pagammo. Uscimmo senza girarci. Attraversammo subito la strada ed entrammo nel mio portone. (Respiro di sollievo) Ci sentimmo al sicuro. Lì, non si udivano più le urla degli altri dentifrici. (Pausa e poi sempre più felice) Iniziammo a parlare e fu così bello! Sembravamo due fiumi in piena. Ci confidammo tutta la nostra vita, ogni cosa. Eravamo stanchissimi, ma felici. Ci eravamo incontrati. (Pausa) Un cantante e una pianista si erano incontrati. Capimmo che da quel momento la nostra strada, la nostra vita, il nostro amore era in salita verso la luce, la gioia, la felicità. L’amore… (Una lunga pausa in cui si percepisce uno smarrimento) Comunque… dove ero arrivato? Ah, sì! Poi, dopo quel brutto momento, appunto, avevo scoperto la gioia di vivere, la luce. Ma, come sapete, la vita riserva sempre delle sorprese. (Pausa) Ma questo l’avevo già detto. No, non l’avevo detto. Appunto ero arrivato fino a qui. (Un respiro profondo) Iniziammo a litigare. No, non io e la pianista, ma io e la pianista con il mondo. (Pausa) La gente è pazza. Sembrano sani, ma sono pazzi. Il problema è che erano gelosi. Allora… Un tipo veniva tutte le mattine a curiosare dicendo di essere il postino. Poi, come se non bastasse, arrivavano ogni mese delle persone che con la scusa del gas o dell’acqua o del telefono volevano entrare in casa. Il più assurdo, ricordo, fu il tipo che pretendeva i soldi dell’affitto! Cioè, venne più volte a distanza di una settimana e poi, non soddisfatto, arrivò perfino in compagnia di altra gente e per di più, tutti vestiti da carabinieri! (Pausa) Io non sono scemo! Non feci mai entrare nessuno in casa e iniziai a litigare con tutti! Litigai talmente tanto che si impaurirono di me e per farci calmare ci regalarono un appartamento dove poterci far stare insieme per tutta la vita. Le uniche cose che ho dovuto accettare sono le strane abitudini di questo quartiere. Ci si veste di bianco e, quando dicono loro, devi accettare le caramelle che ti portano. Per il resto ti passano pranzo e cene e ti rifanno anche la camera. (Pausa) Va bene, basta, ora basta! Va bene così! Arrivo! Eccomi, arrivo! (Esce di scena)

 
 

Monologo versione maschile scaricabile in Pdf
 
 

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Vanessa Bozzetto interpreta il “E’ tutta colpa dei drugstore” di Fabrizio Romagnoli

 

 
  
 
 

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